LE SECRET DU COMMANDANT: TENSIONI A NAS PENSACOLA
By Ty
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Sotto il sole splendente della costa della Florida, il piazzale d'
armi della base aeronavale di Pensacola sprofonda in un silenzio
soffocante.
Il controammiraglio Marcus Hale — che, solo pochi secondi prima,
ruggiva di rabbia afferrando il colletto dell'uniforme — si blocc
a di colpo, con la schiena gelata.
Il tatuaggio di un'ala nera stilizzata, abbinato al codice segret
o del gruppo d'intervento top-secret "1980TN8319" sul suo torso,
costituiva tuttavia il segreto più assoluto dell'unità clandestin
a.
Ma in quel momento, lo sguardo penetrante del tenente colonnello
Elena Vance vi si tuffa con la calma glaciale di chi tiene già t
ra le mani l'insieme dei suoi fascicoli vitali.
Hale lascia andare meccanicamente il colletto, deglutendo a fati
ca.
Tutta l'arroganza propria di un ufficiale generale si è evaporat
a, sostituita da una paura viscerale di fronte a una potenza che
sfugge a tutti i normali regolamenti militari.
– «La prego di scusarmi, Generale... Lo ignoravo totalmente...»
– mormora Hale con voce promiscua, inchinandosi con un rispetto
improvviso che rischia di far crollare il tenente Carter Reeves.
Carter sbarra gli occhi, con la gola serrata.
Quella che aveva appena apostrofato con disprezzo, quella che scam
biava per un subordinato insignificante, ha appena ridotto al si
lenzio un ufficiale a una stella con un semplice sguardo.
– «Si tenga dritto, Ammiraglio,» – ribatte freddamente Elena,
con la traccia di sangue all'angolo delle labbra che rafforza la
sua aura terrificante.
– «La sua base è un colabrodo. La prova: qualsiasi incompetente
può permettersi di abbaiare senza ritegno davanti ai suoi superi
ori.»
Hale china la testa senza osare respirare: «Mantenuto, mio tenen
te colonnello. La disciplina sarà immediatamente ripristinata.»
Elena si gira verso Carter.
Il suo sguardo trafigge lo spirito del giovane aviatore, spingend
olo a arretrare di due passi, panicato.
Ma prima che lei possa pronunciare la minima sanzione, la siren
a d'allarme generale della base si attiva improvvisamente con un'
intensità stridente.
L'insieme delle luci di segnalazione passa al rosso scarlatto.
Un altoparlante diffonde un messaggio automatico: «Allarme rosso
! Intrusione rilevata sulla rete satellitare di puntamento 'Gho
st-Net'. Confinamento immediato!»
Il volto di Hale passa dalla terrore alla pura stupefazione.
«Impossibile!» esclama. «I codici di accesso protetti sono unic
amente nelle mie mani!»
Elena non fa una piega.
Porta la mano all'auricolare di comunicazione segreta nascosto s
otto il colletto, stringendo gli occhi.
Non guarda più Hale né Carter, ma fissa il cielo azzurro da cui
un caccia si è appena staccato dalla pista.
– «Errore, Ammiraglio,» – rilascia Elena con un sorriso sarca
stico, degno di un predatore.
«Quei codici sono stati rubati mezz'ora fa. E l'uomo ai comandi
di quel F-35C che è appena decollato non è un semplice pilota
in esercizio...»
Fa una pausa, con gli occhi che si illuminano di un bagliore ter
ribile: – «È precisamente l'autore di questa ferita che segna
il mio volto.»
Il tenente Carter, livido come un morto, solleva un dito tremant
e verso il cielo: «Quel velivolo... è il capitano Logan! Ha in
vocato un ordine di missione speciale dal Comando!»
– «Missione?» – Elena fa un passo avanti, con la voce che ris
uona di un'autorità assoluta.
«Non si tratta di una missione. Pilota quel velivolo armato di
una testata fittizia diritto verso il ponte satellitare offshor
e, allo scopo di cancellare ogni traccia della rete di corruzio
ne che vi protegge tutti.»
Hale arretra, con le gambe tremanti, rendendosi conto di essere
solo una pedina sacrificabile in una macchinazione che lo supera
totalmente.
– «Tenente colonnello Bennett...» – supplica, al limite dell
'asfissia.
«Dia l'ordine di abbattere quel caccia! Altrimenti, le ripercus
sioni saranno...»
– «Abbatterlo?» – la interrompe Elena, con lo sguardo affila
to.
«È il pesce più grosso che le nostre forze speciali inseguono
da tre anni. Distruggere un tale velivolo equivarrebbe a distrug
gere le nostre stesse prove.»
Si gira rapidamente e si lancia verso il veicolo di comando, co
n l'uniforme che fende l'aria marina.
– «Attivate il protocollo di guerra elettronica sullo squadron
e,» – ordina nel walkie-talkie con voce intransigente.
«Stasera non distruggeremo quell'aereo. Lo costringeremo ad atte
rrare proprio qui, ai nostri piedi.»
Carter e Hale restano pietrificati, spettatori impotenti della s
agoma sovrana di Elena che si allontana a bordo del fuoristrada.
Il gioco del gatto col topo è iniziato, e su questa base di Pe
nsacola, il destino di ciascuno obbedisce ormai agli ordini sev
eri di questa donna.